Tra Bosa e Alghero corre una strada che molti considerano tra le più belle d'Italia. Sono circa quaranta-cinquanta chilometri senza paesi, con l'asfalto che segue il profilo della costa alta, tra curve, saliscendi e affacci improvvisi sul mare aperto. Dal lato di Bosa la strada è la SP49, mentre nel tratto verso Alghero diventa la SP105. Da Montresta si raggiunge l'inizio della litoranea scendendo a Bosa in una ventina di minuti: è facile organizzare una giornata da un capo all'altro, oppure dedicarsi solo al tratto più vicino.
Una strada da percorrere con calma
Il bello di questa litoranea è la sensazione di natura incontaminata. Da un lato le colline coperte di macchia mediterranea, dall'altro le falesie di roccia vulcanica che scendono verso un mare di un blu profondo. Le piazzole lungo il percorso permettono di fermarsi in sicurezza e godersi il panorama. Il consiglio è di non avere fretta: le curve sono tante, la carreggiata in alcuni tratti è stretta e il tramonto, con il sole che scende sul mare, vale da solo la sosta. È una strada amata anche da motociclisti e ciclisti, quindi prudenza, soprattutto nei tratti senza visibilità. In primavera, quando la macchia è fiorita e l'aria è limpida, i colori della costa sono ancora più intensi e il traffico è minimo.
Torre Argentina e le calette vicino a Bosa
Il primo tratto a nord di Bosa è quello più ricco di calette. A circa sette chilometri dalla città si incontra Torre Argentina, una torre di avvistamento costruita a fine Cinquecento per la difesa della costa, che comunicava a vista con le torri vicine. Il promontorio su cui sorge ha un paesaggio quasi lunare, fatto di rocce basaltiche e lastroni levigati, con un piccolo isolotto poco al largo.
Da qui, camminando lungo la costa verso sud, si raggiunge la caletta di Compoltitu, che alcune guide scrivono Cumpoltittu o Compultittu: una piccola spiaggia riparata, chiusa da falesie calcaree di un bianco abbagliante. Lungo il percorso si passa per Cala sa Codulera, con fondali bassi e trasparenti adatti allo snorkeling. Nella stessa zona si trova Cane Malu, una piscina naturale tra gli scogli molto amata dai bagnanti, e poco più in là la scogliera piatta di s'Abba Druche. Si tratta di accessi su roccia o su sentiero, senza servizi: portate tutto il necessario e riportate indietro i rifiuti.
Capo Marrargiu, la costa dei grifoni
Proseguendo verso nord si arriva a Capo Marrargiu, un promontorio selvaggio di rocce vulcaniche rossastre, tra calette e grotte. È il cuore della cosiddetta costa dei grifoni: queste pareti ospitano una delle colonie di grifone più importanti d'Italia, oggetto da anni di progetti di tutela. Non è raro vedere questi grandi avvoltoi planare sopra la strada, sfruttando le correnti. Insieme a loro nidificano altri rapaci come il falco pellegrino e l'aquila reale.
La zona conserva anche le tracce di antiche miniere, mentre il tratto più a nord, ormai nel territorio di Villanova Monteleone, porta verso la spiaggia di Poglina e poi verso Alghero, con Capo Caccia che si profila all'orizzonte.
Una formula che funziona bene è andare ad Alghero per la litoranea e rientrare dalla strada interna, più veloce, come suggeriamo nell'itinerario Alghero in un giorno. Oppure, se preferite una giornata tranquilla, dedicatevi solo alle calette vicino a Bosa e rientrate a Montresta nel pomeriggio, per godervi il fresco della collina. Altre idee nella pagina Bosa e dintorni e nella sezione Dintorni.
La costa a portata di mano da La Casa di Pietra Montresta
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