Tra le esperienze più emozionanti che il territorio di Montresta può regalare c'è quella di alzare gli occhi al cielo e vedere un grifone che plana sulle correnti d'aria, quasi senza battere le ali. Montresta stessa è conosciuta proprio per la rara presenza di questi grandi avvoltoi, che in Sardegna hanno trovato il loro ultimo rifugio naturale lungo la costa tra Bosa e Alghero. Conoscere la loro storia aiuta a capire quanto sia prezioso questo incontro.
Un gigante dei cieli
Il grifone, Gyps fulvus, è uno dei più grandi uccelli d'Europa: con le ali spiegate può superare i due metri e mezzo di apertura. Ha il piumaggio color fulvo, le penne delle ali scure e la testa coperta da un piumino chiaro, con un collare di piume attorno al collo. Non caccia: è un necrofago, si nutre di animali già morti e per questo svolge un ruolo fondamentale di pulizia dell'ambiente, soprattutto nelle zone di pascolo.
Vive in colonie e nidifica sulle pareti rocciose, dove sfrutta le correnti ascensionali per alzarsi in volo e perlustrare il territorio con un dispendio minimo di energia. Ecco perché le falesie che si affacciano sul mare tra Bosa e Alghero sono per lui un ambiente ideale.
Dalla quasi estinzione ai progetti di tutela
Un tempo il grifone era diffuso in buona parte della Sardegna. Nel corso del Novecento, però, le esche avvelenate, la diminuzione della pastorizia tradizionale e il disturbo nei siti di nidificazione ne hanno ridotto drasticamente il numero, fino a confinare la popolazione superstite nel tratto di costa del nord-ovest, tra il territorio di Bosa e quello di Alghero.
Per invertire la tendenza sono stati avviati progetti europei di conservazione. Il progetto LIFE Under Griffon Wings, coordinato dall'Università di Sassari con la partecipazione, tra gli altri, del Comune di Bosa, dell'agenzia regionale Forestas e del Corpo forestale, si è concentrato proprio sulla Sardegna nord-occidentale: più disponibilità di cibo attraverso carnai controllati, riduzione del disturbo nelle aree di nidificazione, lotta ai bocconi avvelenati e sensibilizzazione del pubblico. A questo lavoro ha fatto seguito il progetto LIFE Safe for Vultures, che punta a riportare il grifone anche nelle zone dell'isola da cui era scomparso da decenni, con il rilascio di esemplari provenienti dalla Spagna.
I risultati sono incoraggianti: secondo i censimenti degli ultimi anni la popolazione sarda è cresciuta in modo significativo rispetto ai minimi del passato. Resta però una specie fragile, che ha bisogno di attenzione costante.
Dove e come osservarli con rispetto
La costa a nord di Bosa, con il promontorio di Capo Marargiu e le sue falesie, è una delle aree più importanti per la nidificazione: qui il Comune di Bosa ha acquisito terreni per realizzare un'oasi di protezione, frequentata anche da altri rapaci come l'aquila reale e il falco pellegrino. Percorrendo la strada panoramica tra Bosa e Alghero non è raro vedere i grifoni volteggiare sopra le scogliere, soprattutto nelle ore centrali della giornata, quando le correnti calde li sostengono in volo.
- Portate un binocolo: vi permetterà di osservarli bene restando a distanza.
- Non avvicinatevi alle pareti di nidificazione e non usate droni nelle aree protette.
- Fermatevi solo negli spazi consentiti lungo la strada, senza invadere la carreggiata.
- Mantenete il silenzio e non lasciate rifiuti o resti di cibo.
Da Montresta la costa dei grifoni è facilmente raggiungibile in auto, scendendo verso Bosa e proseguendo lungo la litoranea verso nord. Per abbinare l'osservazione a una giornata di panorami e calette, leggete anche l'articolo sulla costa tra Bosa e Alghero e, se amate la natura, quello sulla primavera e l'autunno in Planargia.
Svegliarsi nel territorio dei grifoni
Da La Casa di Pietra Montresta la costa delle falesie è a pochi chilometri. Scoprite la casa e preparate binocolo e scarpe comode.