Colline terrazzate della Planargia intorno al borgo di Modolo, nella zona della Malvasia di Bosa
Modolo, panorama — foto: Gianni Careddu · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva in Planargia per la prima volta nota subito i versanti dolci, i muretti a secco e le colline terrazzate che scendono verso la valle del Temo. È il paesaggio della Malvasia di Bosa, il vino che più di ogni altro identifica questo angolo della Sardegna centro-occidentale. Non è un vino da grandi numeri: nasce in un'area piccola, da vigne spesso curate a mano, ed è proprio questa misura raccolta a renderlo così legato al territorio.

Una denominazione storica e un territorio preciso

La Malvasia di Bosa è una denominazione di origine controllata riconosciuta nel 1972. Il disciplinare di produzione delimita la zona delle uve a una porzione del territorio di sette comuni della provincia di Oristano: Bosa, Suni, Tinnura, Flussio, Magomadas, Tresnuraghes e Modolo. È l'area storicamente chiamata Planargia, compresa tra Bosa a nord e la foce del Rio Mannu, presso Punta Foghe, a sud.

Il disciplinare descrive vigneti impiantati soprattutto su colline calcaree, a quote che vanno dal livello del mare fino a circa 300 metri, su terreni di origine miocenica ben soleggiati, in parte di tufi e in parte calcarei o arenacei. Sono esclusi per regola i terreni umidi e mal esposti: la luce e la ventilazione sono parte integrante del carattere del vino.

Montresta non rientra nella zona di produzione, ma si trova a breve distanza da questi borghi: in poco tempo si scende dalle sughere della collina ai filari della Malvasia, un passaggio di paesaggio che vale da solo una mattinata.

Il vitigno e le tipologie

Per portare il nome Malvasia di Bosa, il vino deve essere ottenuto per almeno il 95% da uve di Malvasia di Sardegna. In Planargia il vitigno è il più coltivato e di solito è allevato in purezza, anche se nei vigneti più vecchi capita di trovarlo accanto ad altre varietà tradizionali dell'isola, come Cannonau, Vermentino, Nasco, Torbato o Moscato.

Il disciplinare prevede diverse tipologie:

  • Malvasia di Bosa nelle versioni da amabile a dolce, dal colore giallo paglierino o dorato e dal profumo aromatico e fruttato;
  • Riserva, con almeno due anni di invecchiamento di cui uno in botti di legno, dal sapore che può andare dal secco al dolce, talvolta con note di mandorla;
  • Passito, ottenuto da uve appassite, dorato e ampio;
  • Spumante, la versione più fresca e fruttata.

È un vino di gradazione importante, pensato per essere sorseggiato con calma: non a caso viene spesso descritto come un vino da compagnia, da accompagnare ai dolci tradizionali a base di mandorle, ai formaggi stagionati o semplicemente da gustare a fine pasto.

Come scoprirla durante il soggiorno

Il modo più naturale per avvicinarsi alla Malvasia è attraversare i paesi della denominazione. Da Montresta si raggiunge Bosa in circa venti minuti; da lì le strade che salgono verso Suni, Tinnura, Flussio, Magomadas e Tresnuraghes attraversano proprio le colline vitate. Diverse aziende del territorio propongono visite e degustazioni: conviene informarsi in anticipo e prenotare, soprattutto fuori stagione, quando molte aperture sono su appuntamento.

Consiglio pratico: se volete degustare, organizzatevi con un guidatore che non beve oppure acquistate una bottiglia da aprire con calma la sera, in casa. La Malvasia è un vino ad alta gradazione e le strade della Planargia sono curve e collinari.

L'autunno è un momento particolarmente suggestivo: le vigne cambiano colore e nei paesi si respira l'aria della vendemmia. Ma anche in primavera e d'estate il paesaggio dei filari, con il mare all'orizzonte, regala scorci memorabili, specialmente al tramonto.

Un brindisi davanti al caminetto

Dopo una giornata tra Bosa e i borghi della Planargia, il rientro a Montresta ha qualcosa di speciale: la collina è fresca e ventilata, e nella casa in trachite potete apparecchiare al secondo piano, nella cucina completamente attrezzata con soggiorno e caminetto. Un bicchiere di Malvasia con un pezzo di formaggio sardo e qualche dolce di mandorle è forse il modo più semplice e autentico per chiudere la giornata.

Se volete approfondire i sapori del territorio, leggete anche la nostra guida alla cucina della Planargia; per scegliere il periodo migliore per il vostro viaggio, date uno sguardo a quando venire a Montresta.

La Planargia da gustare, con base a La Casa di Pietra Montresta

Dormite tra le colline di Montresta e scendete in pochi minuti verso Bosa e i paesi della Malvasia. Scriveteci per verificare le date disponibili.