Chi guarda il mare dai bastioni di Alghero ha davanti un profilo inconfondibile: un grande promontorio calcareo che si getta in acqua con pareti a picco. È Capo Caccia, una delle immagini simbolo della Sardegna nord-occidentale. Da Montresta dista circa 72 chilometri, quindi conviene dedicargli una giornata intera, magari abbinandola a una sosta ad Alghero o alla baia di Porto Conte.
Il promontorio di Capo Caccia
Capo Caccia chiude a ovest la rada di Porto Conte con alte falesie chiare che precipitano nel mare. Sulla sommità, il faro domina un paesaggio aspro di macchia bassa, roccia e vento. La strada panoramica che sale verso il capo offre diversi punti di sosta da cui ammirare le pareti e, nelle giornate limpide, la costa fino ad Alghero. Il promontorio rientra nell'area tutelata del Parco naturale regionale di Porto Conte: un buon motivo per muoversi con attenzione, restare sui sentieri e non lasciare traccia del proprio passaggio.
La baia di Porto Conte, protetta dai promontori che la chiudono, ha acque spesso calme ed è piacevole per una pausa al mare prima o dopo la visita alle grotte. Lungo le sue rive si alternano piccole spiagge, pinete e scorci tranquilli, ideali per una sosta con i bambini o per un picnic all'ombra.
Le Grotte di Nettuno
Ai piedi della falesia si apre la Grotta di Nettuno, una cavità carsica che si sviluppa a pelo d'acqua. Già il nome, che richiama il dio del mare, dice molto del fascino di questo luogo sospeso tra roccia e acqua. All'interno il percorso di visita accompagna tra stalattiti, stalagmiti, colonne e un ampio lago salato interno, in ambienti scenografici illuminati ad arte. La visita si svolge lungo un tracciato attrezzato.
L'ingresso della grotta si trova appena sopra il livello del mare. Per questo le visite si svolgono solo quando il mare lo consente: con mare mosso o maltempo la grotta può essere chiusa per motivi di sicurezza, anche all'ultimo momento. È un aspetto da tenere presente quando pianificate la giornata.
Via terra o via mare
Il modo più spettacolare per arrivare alla grotta via terra è l'Escala del Cabirol, la scala del capriolo in catalano: una lunga scalinata, di oltre seicentocinquanta gradini, ricavata nella parete del promontorio. Si parte dal piazzale in cima, dove si lascia l'auto, e si scende lungo la falesia con viste vertiginose sul mare fino all'ingresso. La discesa è emozionante, ma la risalita è impegnativa, soprattutto nelle ore calde e in pieno sole. Non è adatta a chi ha difficoltà motorie e richiede scarpe chiuse, acqua e un po' di allenamento.
In alternativa si può raggiungere la grotta in battello. Nella bella stagione partono escursioni dal porto di Alghero, e alcuni itinerari toccano anche Cala Dragunara, nella baia di Porto Conte. La navigazione lungo la costa permette di ammirare le falesie dal basso, da una prospettiva molto diversa. Tenete presente che il biglietto del battello è separato da quello d'ingresso alla grotta, e che anche le partenze dipendono dalle condizioni del mare: con onda lunga salire e scendere dall'imbarcazione può risultare scomodo.
Una giornata a Capo Caccia si combina bene con una passeggiata nel centro di Alghero, come suggeriamo nell'itinerario Alghero in un giorno. Chi ama la natura può invece abbinarla alla litoranea tra Bosa e Alghero, tornando verso sud lungo il mare. Al rientro, la strada vi riporta verso le colline della Planargia e verso Montresta, dove la sera l'aria è più fresca e la casa vi aspetta. Trovate altri spunti nella pagina Capo Caccia e nella sezione Dintorni.
Partite per Capo Caccia da La Casa di Pietra Montresta
Una giornata tra falesie e grotte marine, poi il ritorno nel fresco della collina, nella vostra casa in pietra della Planargia.