La Sardegna nord-occidentale è uno degli scrigni archeologici più ricchi del Mediterraneo, e da Montresta i suoi luoghi più importanti sono tutti facilmente raggiungibili in auto. In un raggio di poche decine di chilometri convivono altari preistorici, necropoli scavate nella roccia, imponenti torri nuragiche e città fondate da Fenici e Romani. Ecco una selezione dei siti da non perdere, per costruire le vostre giornate tra storia e paesaggio.
Le domus de janas, patrimonio dell'umanità
Le domus de janas, le case delle fate, sono tombe preistoriche scavate nella roccia, a volte decorate con motivi simbolici. Dal 2025 un gruppo di questi siti fa parte del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. Tra le componenti c'è la necropoli di Anghelu Ruju, nell'entroterra di Alghero: con le sue 38 tombe ipogeiche è la più grande della Sardegna settentrionale. Più vicina a Montresta, nel territorio di Villanova Monteleone, si trova la necropoli di Puttu Codinu, anch'essa inclusa nel riconoscimento.
Poco lontano da Porto Torres, nelle campagne di Sassari, sorge invece il Monte d'Accoddi, un grande altare a terrazza di epoca prenuragica, considerato un unicum nel Mediterraneo occidentale. La sua forma a rampa ricorda le architetture sacre del Vicino Oriente e lo rende uno dei luoghi più enigmatici dell'isola.
I grandi nuraghi: Losa, Santu Antine e Palmavera
I nuraghi sono il simbolo della civiltà che fiorì in Sardegna durante l'età del Bronzo. Il Nuraghe Losa, nel territorio di Abbasanta e poco distante dalla statale 131, è uno degli esempi più armoniosi di nuraghe trilobato, con una torre centrale circondata da un bastione e da un recinto murario. Vicino al sito si trova anche un piccolo spazio espositivo.
Più a nord, a Torralba, nella cosiddetta Valle dei Nuraghi, sorge il Nuraghe Santu Antine, uno dei più grandi e meglio conservati dell'isola: le sue torri, i corridoi e le scale interne permettono di comprendere l'ingegno costruttivo degli antichi sardi. Vicino ad Alghero, lungo la strada per Porto Conte, il Nuraghe Palmavera conserva attorno alla torre i resti di un villaggio, con la caratteristica capanna delle riunioni.
Santa Cristina e Tharros, verso l'Oristanese
A Paulilatino, a circa 80 km da Montresta, si trova il Pozzo Sacro di Santa Cristina, uno dei templi nuragici dell'acqua più celebri e meglio conservati: una scalinata in pietra perfettamente squadrata scende verso la sorgente, sotto una copertura a tholos di grande raffinatezza. Attorno al pozzo si estende un'area con un villaggio nuragico e una chiesetta campestre.
Sulla punta della penisola del Sinis, infine, Tharros racconta un'altra storia: fondata dai Fenici, fu poi città punica e romana, e oggi le sue colonne e le strade lastricate si affacciano direttamente sul mare. È una visita che si combina benissimo con una giornata nelle spiagge del Sinis.
Come organizzare le visite da Montresta
Con una settimana a disposizione potete dividere le visite per aree: una giornata verso Alghero, con Anghelu Ruju e Palmavera; una verso Sassari, per il Monte d'Accoddi; una lungo la statale 131 verso sud, tra il Nuraghe Losa e Santa Cristina; una nel Sinis per Tharros e il mare. Santu Antine si può abbinare a un itinerario nell'interno. Alternare archeologia e spiaggia rende le giornate più leggere, soprattutto con i bambini.
Al rientro, la casa in trachite, la stessa pietra vulcanica che caratterizza tante costruzioni della zona, vi farà sentire parte di una storia lunga millenni. Per altre idee consultate la pagina dedicata al Pozzo Sacro di Santa Cristina, quella sulle spiagge del Sinis e la guida su come muoversi in auto da Montresta.
Una casa di pietra tra i luoghi della storia
Da La Casa di Pietra Montresta raggiungete nuraghi, necropoli e città antiche in auto. Scoprite la casa e pianificate il vostro viaggio nella storia sarda.